martedì 26 febbraio 2013

Il blog riapre

Cari giovani lettori ci ritroviamo. Siamo stati lontani per un po', ma ora il blog rinasce a nuova vita con tante sorprese, nuovi volti, altre mille vite da raccontare.
 Buona lettura a tutti.

sabato 19 giugno 2010

In ricordo del grande scrittore Saramago


“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”.

sabato 29 maggio 2010

Un omaggio a Rita

Grace osserva dalla finestra quel lupo che torna ad ogni inverno.

lunedì 17 maggio 2010

"Se mi vuoi bene, regalami un libro"

Il progetto si è concluso, ma noi proseguiamo il nostro cammino fatto anche di proposte e stimoli.
Il 23 maggio sarà la giornata nazionale per favorire e promuovere la lettura.
http://www.ibookyou.it/

A me piacerebbe tanto che qualcuno mi regalasse un libro!

giovedì 13 maggio 2010

La memoria nei libri

Avremmo voluto camminare anche noi tra i padiglioni del Lingotto per curiosare tra i nuovi libri che sbucano all'improvviso, avremmo voluto avere la testa tra le nuvole mentre le parole di quelle pagine avrebbero teso l'agguato alla nostra curiosità, ma per noi c'è ancora scuola.
Accontentiamoci, dunque, di una visita virtuale http://www.salonelibro.it/
Il tema di quest'anno è la memoria.
Nei libri la memoria personale diventa memoria collettiva, diventa "storia".

giovedì 6 maggio 2010

Omaggio alla curiosità


Gli uomini si finsero il cielo essere un gran corpo animato, che per tal aspetto chiamarono Giove, il primo dio delle genti, che col fischio de’ fulmini e col fragore de’ tuoni volesse loro dir qualche cosa.
E sì incominciarono a celebrare la naturale curiosità, ch’è figliuola dell’ignoranza e madre della scienza, la quale partorisce, nell'aprire che fa della mente dell'uomo, la maraviglia.

Tratto da "Principi di scienza nuova" di Giambattista Vico

venerdì 30 aprile 2010

"Bruciare" libri


Bruciare libri come un mucchio di spazzatura.
Lunedì bruciamo Machiavelli, martedì Ariosto... sabato Dante!
E con loro bruciamo anche la libertà di pensiero.
I nostri studenti ne sarebbero veramente felici!
"Benvenuti tutti nella grande famiglia"!

sabato 24 aprile 2010

"Dona un libro per l'Unicef



Anche l'Istituto "M. Perrone" di Castellaneta aderisce alla raccolta fondi per la lotta all' AIDS-HIV promossa dall'Unicef.
Questa volta possiamo donare libri che serviranno ad allestire la "bancarella della solidarietà". Sono certa che i nostri lettori risponderanno con generosità. I libri potranno essere consegnati alla Prof.ssa Stasolla Maria Teresa entro il 30 aprile.
Un libro salva la vita.
E allora, tanti libri ... con cuore!




venerdì 23 aprile 2010

23 Aprile - Giornata mondiale del libro


La Giornata mondiale del libro e del Diritto d’autore nasce in Catalogna dove, il 23 aprile, festa di San Giorgio, viene offerta una rosa per ogni libro venduto. La data ha, inoltre, un particolare valore simbolico poiché il 23 aprile del 1616 vennero a mancare contemporaneamente Cervantes, Shakespeare e l’ Inca Garcilaso de la Vega. Attraverso la celebrazione in tutto il mondo della Giornata del Libro e del Diritto d’autore, l’UNESCO intende pagare un tributo universale ai libri e agli autori, incoraggiando il piacere della lettura ed il rispetto per l’insostituibile ruolo di coloro che hanno costruito il progresso sociale e culturale dell’Umanità.

Una scrittrice tra noi


Rita D'Onghia, appassionata lettrice, ci regala alcune pagine del suo primo lavoro:

" Per secoli il lupo è stato considerato un animale cattivo, un nemico da eliminare appena avvistato dagli uomini. Le ragioni sono tante, a volte giustificate, perchè i poveri pastori non possono permettere che qualcuno uccida le loro pecore, ma i mezzi con i quali hanno "risolto" il problema non potranno mai essere chiamati giusti. Altre volte, invece, si cerca un falso pretesto per poter dare inizio alla caccia al lupo, solo per poterne ricavare la pelliccia o mostrare il corpo dell'animale agli altri uomini, quasi un trofeo fatto di carne ed ossa.
Per questo motivo il lupo è stato costretto a scappare dai territori europei, come in Germania dove è stato completamente sterminato, oppure come nel parco di Yellowstone dove addirittura li hanno portati all'estinzione.
Ma dopo tanti anni, pare che l'animale cattivo sia tornato, avanzando con passi lenti ma costanti, cercando di riprendersi i propri territori dove poter vivere con il proprio branco e magari anche con gli umani. Infatti è dimostrato che un lupo scappi se incontra per la sua strada un uomo, abituato a temerlo e a starsene alla larga per non incorrere in guai molto seri. E' anche per il proprio istinto di sopravvivenza che spinge il lupo a evitare battaglie inutili dedicandosi piuttosto alle sue vere prede che non sono gli umani, bensì gli animali di cui l'uomo stesso si ciba cacciando.
Gli uomini, purtroppo, convinti di essere dotati di un quosiente intellettivo superiore, hanno la continua ossessione di voler addomesticare e dormire ogni essere della terra. Ma se davvero utilizzassero il loro grande vantaggio sugli animali, capirebbero a pieno di commettere un errore nei loro modi di fare. Non è un caso se il miglior amico dell'uomo sia un cane, fedele al padrone, addomestica e da compagnia. Un lupo non potrà mai esserlo veramente. E' un animale selvaggio e come tale deve rimanere. Nessuno può distruggere la sua natura e pensare di poter trarre rivincita dall'annientare una creatura tanto libera e indomabile.
E adesso sembra ritornato persino in Italia, nella Valle d'Aosta, una regione famosa anche per i suoi paesaggi naturali, per le sue foreste e per lo sport invernale.
Proprio in una di quelle foreste, poco distanti dalle piste di scii e da villaggi abitati, vivevano dei branchi, di cui il più numeroso era quello dell'Artiglio, composto da sette lupi.
Non era una giornata come tutte le altre, qualcosa di importante stava accadendo nel branco dell'Artiglio, uno dei pochi che ancora riusciva a sopravvivere al grande inverno che colpiva le Alpi.
Tutti i componenti del branco erano riuniti intorno a Diana, primo fra questi il suo compagno, Rowun, che non le staccava mai gli occhi di dosso in attesa di veder uscire dal corpo della sua femmina le sue creature, i suoi cuccioli, che avrebbero mantenuto il branco numeroso, garantendone la sopravvivenza.
Quando finalmente il momento giunse, tutti tacquero lasciando abbastanza spazio alla femmina alfa e ai suoi cuccioli appena nati. Erano tre in tutto. Piccoli batuffolini di pelo marroncino tutti rannicchiati vicino al grembo caldo e rassicurante della loro madre, con occhietti chiusi per via della loro cecità e il piccolo tartufo nero all'insù, troppo curiosi per impedire al loro olfatto di percepire tutti gli odori che li circondavano.
C'era però qualcuno che preferiva tenere tutta la testa contro il dorso dell'altro fratello o sorella, nascondendosi come intimorito.
Distesa sul fianco sinistro, con le zampe anteriori ben distanziate da quelle posteriori per dar spazio ai suoi tre cuccioli, Diana era affaticata dal lungo sforzo subito durante il parto, ma il muso mostrava che era molto contenta e orgogliosa di aver messo alla luce cuccioli così sani. Come lo era Rowun che se ne stava ben dritto sulle quattro zampe, vicino alla sua compagna giudicando con occhio critico le condizioni dei suoi cuccioli che sembravano essere forti e in ottima forma. Di lì a qualche settimana avrebbe deciso se ammetterli tutti o meno nel branco, secondo un rito in cui lui attribuiva un nome che aveva scelto alla cucciola o cucciolo che si fosse dimostrato forte abbastanza da meritarsi la possibilità di crescere nel branco degli Artigli."

"Sissi" di Nicole Avril


... era ancora quindicenne quando l'imperatore si innamorò di lei.
Diventerà una sovrana ribelle e anticonformista, che non trovò mai pace , nemmeno tra le braccia di coloro che l'amarono.

martedì 20 aprile 2010

Gemelliamoci con altri "lettori"



I ragazzi della classe II E del liceo scientifico"R. Canudo" di Gioia del Colle hanno aperto il loro blog di lettura http://librinliberta.spaces.live.com/.
Confrontiamoci!

venerdì 16 aprile 2010

Un giorno perfetto


Una donna che tenta di riprendersi la sua vita.
Un poliziotto incapace di accettare la fine del suo matrimonio, ossessionato dal ricordo della moglie, la sue bambine, della sua famiglia perduta. E i loro figli, contesi e confusi, un ragazzo di 20 anni che sogna un mondo diverso. E l’onorevole in declino che il poliziotto da anni scorta tutti i giorni, e che non ha il tempo di accorgersi che anche la sua famiglia sta andando a pezzi. E tutto intorno a Roma, dalle periferie al palazzo del potere. E il lavoro, la scuola, i sogni.
Tutta la vita in un solo giorno.

Come un calabrone


"La storia di Lionel Messi è come la leggenda del calabrone. Si dice che il calabrone non potrebbe volare perchè il peso del suo corpo è sproporzionato alla potenza delle sue ali. Ma il calabrone non lo sa e vola. Messi con quel suo corpicino, con quei suoi piedini piccoli, quelle gambette, il piccolo busto, tutti i suoi problemi di crescita, non potrebbe giocare nel calcio moderno tutto muscoli, massa e potenza. Solo che Messi non lo sa. Ed è per questo che è il più grande di tutti."


tratto da "La bellezza e l'inferno" di M. Saviano

"I sogni fanno rima"


"Quest’anno, come ogni anno, uscirà in tutte le librerie il libro di Amici, ma stavolta a scriverlo sarà… Pierdavide."
[...]Il punto è che non ho mai scritto un libro prima e per farlo, mi dicono tutti, devo darmi un metodo. Allora penso a come sono fatto. All'unica cosa che so fare. E scelgo: essere spudoratamente sincero. Sriverò quello vedo, che sento, che vivo. Racconterò tutta questa avventura di Amici, come è iniziata, cosa ho provato, quello che succede e non si vede, come se chiacchierassi con il mio migliore amico. Senza vergognarmi di niente, soprattutto di me ste stesso. E se qualcuno ci rimarrà male, che dire? Trullallero-rullallà.

"Ferro" tratto da Fango di Niccolò Ammaniti


"... Il bene e il male, la vita, la riproduzione, la duplicazione del DNA, la morte, Dio"

martedì 16 marzo 2010

A Rita piace Ibsen


Helmer: […] Ma nessuno sacrifica il suo onore per coloro che ama!

Nora: Lo hanno fatto centomila donne.

Helmer: Non è vero di che doveri stai parlando?

Nora: I doveri che ho verso me stessa. [….] Credo di essere prima di tutto una creatura umana al pari di te.


tratto da "Casa di bambola"di Ibsen (Atto III, dialogo tra Nora e Torvald Helmer)

venerdì 12 marzo 2010

"La gallina volante" di Paola Mastracola



"Io non voglio insegnare proprio niente nella vita. Io non voglio insegnare. Perchè dovrei? Non ho nulla da trasmettere, e anche l'avessi, perchè trasmetterlo? Insegnare proprio no. Semmai allenare Rafforzare le ali a qualcuno perchè voli, questo si, questo mi piace."
Carla, quarant'anni, insegnante di lettere in un liceo di Torino, è la voce narrante di questo romanzo scandito nell'arco di un anno scolastico, dal primo all'ultimo giorno di scuola. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui la protagonista deve confrontarsi, soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni. In lei riconosce alcune situazioni della sua adolescenza e solo con lei condividerà un progetto folle: far volare le galline che alleva nel giardino di casa.

Il libro del giorno

"... i miei problemi sono pratici, non di testa." "Ma è con la testa che li risolvi, a volte. Non voglio insistere, però sappi che leggere mette in moto tutto dentro di te: fantasia, emozioni, sentimenti. E' un'apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste. Ci fa riscoprire l'anima delle cose. Leggere significa trovare parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare una forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere.
"Nei libri le parole di altri risuonano come un'eco dentro di noi, perchè c'erano già. E' la conoscenza di cui parlava Platone, quella che già ci appartiene, che è dentro di noi. Non importa se il lettore è giovane o vecchio, se vive in una metropoli o in un villaggio sperduto nelle campagne... E poi leggere è bello, punto. Io a volte dopo aver letto un libro mi sento sazio, appagato, soddisfatto e provo un piacere fisico."
tratto da "Il tempo che vorrei" di Fabio Volo

domenica 7 marzo 2010

Enza torna a Parigi con Sciascia

Parigi, Montmartre

" Andavano spesso a Parigi. ... E una delle ragioni del loro amore a Parigi stava nel fatto che vi si poteva ancora camminare, ancora passeggiare, ancora svagatamente andare e fermarsi e guardare. Soltanto a Parigi camminavano tenendosi per mano; soltanto a Parigi il passo assumeva una goduta lentezza. Vi si sentivano insomma sciolti e liberi. Ed era sì un fatto mentale: ma qualcosa c'era negli spazi...
...Era una grande città, ma era anche un insieme di paesi piccoli tra i quali scegliere, ritagliare e vivere quello che meglio ci si addice o quello in cui abbiamo sognato di vivere... Davanti alle botteghe sostavano gatti, agitavano la coda come bandiera. stavano fermi con gli occhi che osservano attenti, come cani da guardia davanti a cesti d'insalata verde e di carote gialle, di cavoli dai riflessi bluastri e di rosati ravanelli. Le terrazze dei caffè fiorivano di tavoli rotondi dalle gambe sottili...
Giravano come gente che non ha da fare e ha tempo di vedere il mondo."

tratto da "Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia" di L. Sciascia

Pomeriggio al "Nomine rosae"


Che buon odore in questo posto!
Il profumo di pagine nuove si mescola all' aroma del caffè, della tisana, della ciccolata calda...
Fuori c'è la pioggia, ma qui le parole riscaldano anche l'anima.

lunedì 1 marzo 2010

Chi lo ha detto?


"Ma lui vide quelle vie? Dopo la caduta, come si rinasce? Quali nuove pupille negli occhi bruciati? Dove comincia la guerra e dove finisce?

Allora, una camelia".

lunedì 22 febbraio 2010

Una barca nel bosco



Una barca nel bosco parla di un ragazzo, Gaspare Torrente che con la sua mamma si trasferisce da una non meglio indicata isola siciliana a Torino. La madre di questo ragazzo avvia nella città piemontese una piccola gastronomia, mentre il padre è pescatore. Entrambi abbracciano una vita di “sacrifici” per consentire all’unico figlio di diplomarsi. La barca nel bosco è proprio Gaspare, spaesato e sconcertato dalla vita di città, completamente fuori luogo come potrebbe essere una barca abbandonata nel fitto di un bosco.


Althea Stasolla

Mille splendidi soli


Chiunque legga questo libro si rende conto della realtà crudele e spietata di una nazione molto lontana da noi in tutti i sensi. Una storia molto commovente, che non per tutti i personaggi ha un lieto fine ma che scalda il cuore e regala in ogni istante tante emozioni diverse, a volte tristi, altre piene di speranza… ma anche di dolore.
Non si può ignorare quanto abbiano sofferto le due protagoniste, destinate a incontrarsi e a darsi coraggio per sopravvivere.
Tante sono le frasi che mi hanno colpito e che rimangono dentro, incancellabili e indimenticabili. Una su tutte: “Ogni fiocco di neve è il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo, a ricordo di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso”.

Rita D’Onghia

" Ti prendo e ti porto via"


Il romanzo, che è stato spesso definito pulp, è ambientato in una cittadina inventata, Ischiano Scalo, della Maremma, situata tra Lazio e Toscana, dove il mare “c’è ma non si vede”. Ammanniti ci mette davanti alle più inimmaginabili storie, fatte di casualità così pressanti da essere colonne portanti della trama del romanzo. Il libro racconta le vicende di Piero Moroni e Graziano Biglia, in uno straordinario intreccio di fatti. Le loro due storie, infatti, scorrono parallele per tutto il romanzo, ricongiungendosi solo nel finale. Pietro è un timido studente di scuola media, figlio di una famiglia molto problematica, innamorato della sua compagna di classe, Gloria. La ragazza, figlia di una buona famiglia borghese, vive un'esistenza opposta alla sua, ma proprio per queste differenze intreccia una forte amicizia con il ragazzo. Il romanzo comincia con la scoperta della bocciatura di Pietro e procede con un flashback che ci riporta indietro di sei mesi, per raccontarci le vicende dell'anno scolastico di cui sono protagonisti i due ragazzi.
Graziano, playboy fallito ed eterno adolescente, torna ad Ischiano Scalo dopo anni di bagordi, di sesso e di droga e qui scopre per la prima volta il vero amore. Si innamora infatti della professoressa Flora Palmieri, l'insegnante di Pietro, una donna sola e un po' strana, ma la storia d'amore si concluderà miseramente. Graziano lascia Flora, che cade in una terribile depressione ed impazzisce, ma sarà Pietro, incidentalmente, ad ucciderla, provocandole una scossa elettrica mentre lei è nella vasca da bagno. Pietro confessa il delitto e viene condotto in un istituto dal quale uscirà solo sei anni dopo. Quasi maggiorenne, il ragazzo racconta in una lettera a Gloria che il motivo che l'ha spinto a confessare è stato il desiderio di lasciare il contesto degradato in cui viveva, per sperare in qualcosa di migliore per il futuro.

Veronica Lanzillotta

"Come Dio comanda"


Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n'è andata e loro vivono soli. Cristiano potrebbe essere un adolescente come tanti, ma è Rino a non essere un padre come gli altri: disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall'assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino tuttavia ama Cristiano e si dedica a lui: con tenerezza, con affetto vero lo educa alla violenza e al culto della forza. Con i suoi amici Danilo e Quattro Formaggi non costituisce soltanto un trio di balordi, ma un vero e proprio clan, appassionato e affettuoso, che si prende cura del ragazzo. Alle loro vicende si intrecciano quelle della ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Marina.



"Gomorra"


Il libro è un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra e dei luoghi dove questa è nata e vive: la Campania, Napoli, Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Mondragone, San Giuliano luoghi dove l'autore è cresciuto e dei quali fa conoscere al lettore un'inedita realtà. Una realtà fatta di ville sfarzose di boss malavitosi create a copia di quelle di Hollywood, fatta di una popolazione che non solo è connivente con questa criminalità organizzata, ma addirittura la protegge e ne approva l'operato. Roberto Saviano ci racconta di un Sistema (questo il vero nome usato per riferirsi alla camorra) che adesca nuove reclute non ancora adolescenti, facendo loro credere che quella sia l'unica scelta di vita possibile, di boss-bambini convinti che l'unico modo di morire come un uomo vero sia quello di morire ammazzati.
Michael Gravina

"I love shopping"

I love shopping, il primo romanzo scritto da Sophie Kinsella, è una delle più celebri opere della letteratura Chick Lit, un genere letterario emerso negli anni novanta, che si rivolge a un pubblico prevalentemente di donne giovani, single e in carriera.
Il libro parla di Becky, una ragazza inglese che lavora presso una modesta rivista economica di cui cura una rubrica dedicata a consigli su spese e risparmi sicuri.
Becky è una ragazza ossessionata dallo shopping, ama spendere e la maggior parte delle volte non si rende conto di quante cose ha acquistato nel giro di poco tempo. In effetti si trova coinvolta in una serie di disavventure economiche e sentimentali, in gran parte create o alimentate dalla sua ossessione per gli acquisti.

Federica Di Canio

domenica 14 febbraio 2010

L'incipit di un nuovo libro


“Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto. Non ha confini. Passare una notte in bianco, andare in bianco, alzare bandiera bianca, lasciare il foglio bianco, avere un capello bianco … Anzi, il bianco non è neanche un colore. Non è niente, come il silenzio. Un niente senza parole e senza musica. Il silenzio: in bianco. Non so rimanere in silenzio o da solo, che è lo stesso. Mi viene un dolore poco sopra la pancia o dentro la pancia, non l’ho mai capito, da costringermi a inforcare il mio bat-cinquantino, ormai a pezzi e senza freni (quando mi deciderò a farlo riparare?), e girare a caso fissando negli occhi le ragazze che incontro per saper che non sono solo. Se qualcuna mi guarda io esisto… “

venerdì 12 febbraio 2010

Finalmente libri!


Libri nuovi dalle copertine ancora intatte, pagine inviolate che sfioreranno la vostra anima.
Libri libri ... ancora libri. Toccateli, annusateli, mescolate le vostre emozioni con quelle pagine.
Questione di inquadrature.
I libri regalano una doppia inquadratura alla vita.

Splendide inquadrature a tutti

mercoledì 10 febbraio 2010

Buona lettura, ragazzi


“Stai per cominciare a leggere … Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida… O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace… Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato… Distendi le gambe, allunga pure i piedi… Regola la luce. Cerca di prevedere ora tutto ciò che può interrompere la lettura. Che c’è ancora? Devi fare pipì? Bene, saprai tu”.

tratto da “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di I. Calvino

domenica 7 febbraio 2010